... ho anche un blog.
mi ero scordata di te....( e lui di me )
(somma felicità, ovviamente sottointesa)
accade che essere madre di un lattante implica alcuni curiosi cambiamenti nella propria vita quotidiana, non del tutto ovvi; ad esempio :
- spuntano parenti che non pensavi di avere, per lo più molesti
- fare una scappatina al supermercato vicino (da sola) è diventata l' attività più eccitante della settimana.
nota 1 _ diversamente l'atto che, prima, rendeva eccitanti le notti, i risvegli e qualche pomeriggio è diventato semplicemente un optional non abbastanza contamplato, anzi assai declassato dalla stanchezza dei neo-genitori
nota 2 _ lavorare, accudire un lattante, un neo-papà e un adolescente è assai f a t i c o s o, soprattutto gli ultimi due.
Insomma, va tutto bene...
.La Repubblica 29/11/2007 MICHELE SERRA ed. Nazionale p. 26
L´amaca
" Povera vecchia omeopatia. Autorevoli pubblicazioni scientifiche la riducono a futile moda, quasi una superstizione. Non ho niente di specifico da obiettare, sono di quelli che hanno bisogno di ragione e di scienza come del pane, in questo evo che tende al magico e al reazionario. Tornassi indietro farei biologia o fisica, altro che Lettere Moderne, e studierei Darwin e i ragazzi di via Panisperna...
Però. C´è un però. Al quale nessuna pubblicazione scientifica (autorevole, naturalmente) è ancora riuscita a rispondere. L´omeopata è in genere gentile. Ti ascolta. Ti guarda. Ti fa sentire una persona e non un sintomo, un essere vivente e non una malattia. Fior di professoroni della medicina "ufficiale" (che tendo a considerare la sola vera medicina) non sanno neanche da che parte cominciare per instaurare un rapporto umano appena decente con chi gli sta di fronte. Sono fresco reduce da una visita specialistica con un odioso, supponente, gelido luminare che saprà tutto delle "sue" malattie, ma non gliene frega niente di chi le porta addosso. La fortuna dell´omeopatia sarà forse esagerata, ma è merito, in gran parte, della sciocca insensibilità di tanti mediconi pieni di potere, e poveri di umanità.
Che cosa ne pensate? "

Mentre il bimbino inglese dell' iconcina continua a galleggiare nei suoi pixel acquatici, Francesco è qui tra le nostre braccia da dieci giorni......Il 29 mentre si gustava una splendida lasagna a cena ha dato qualche piccolo segnale, nel dubbio abbiamo lasciato perdere il tris e ci siamo avviati all' ospedale. E fioccava fitto fitto su per il traforo del Pino. All' una e venti era già sulla mia pancia, caldo e minuto. Un emozione che non ha parole per essere detta o scritta!!