:: 29/09/2006

Elliott Erwitt sembrerò del paliolitico, ma finalmente anch'io ho un pc con le casse; ascoltare tutto il giorno, questa radio "qui ", trasformando il mio ufficio in una milonga è una sensazione bellissima .... che poi in questo periodo la felicità, anche per poco, non guasta.
 
Yo llevo un tango en el alma,
tango de hondas vibraciones,
confidente de emociones
de mi barriada porteña,
la que cantando se adueña
del sentir de mi ciudad
que lleva un tango en el alma
como yo,y así dice en su cantar (...)
(Osvaldo Sosa Cordero)

--------------------------------------------------------------------------------------------------

29/09/2005

:: TU CHIEDI, MA

Oggi non dovrei scrivere, neppure ieri e neanche domani.
C'è un fiume di pensieri che qui si allargherebbe a dismisura, nessun foglio saprebbe contenerlo.
Un lago di lettere, consonanti e vocali, rimaste troppo tempo dentro chiedendo di uscire, per cortesia .
Oggi il cielo nuvoloso è dentro i miei polmoni.
Un altro viaggio con copiose lacrime che si fanno strada giù per il viso.
Lei non mi ha mai visto piangere quando il mondo mi crollava adosso pezzo a pezzo. Lei non ha mai saputo quanto soffrivo. Ora piangere, mi vede spesso. E quasi mai mi chiede perchè.
Avrei voglia di baciarti e anche di tirarti un pugno, ma forte. Proprio lì sul naso.
Quando ti sussurro qualcosa che m' appartiene dentro, la tua risposta sgemba mi fa comprendere che non è il caso; ripongo in fretta tutte le parole e le metto nella tasca del cuore, lascio che il peso si accumuli e mi levi il respiro soltanto di notte. Nel buio pesto.

Ho bisogno di tempo per digerire  queste e altre cose, prima di aiutare te ad uscire dalle corde vischiose del tuo pensare amaro.

Tu chiedi e aspetti risposte.
Io devo d'imparare a stare zitta perchè tutte le volte che dico quel che penso sbatto il muso su una porta di cemento.
(E devo anche scoprire se da quelle finestre nuove la luna si vede davvero. Dopo, solo dopo posso rimetterti sulla mia pelle.)

:: 28/09/2006

La famiglia MulinoBianco non esite, ovvio, a un certo punto la fabbrica della farina si trasforma in quella del mattone, un muro duro  si erge davanti al tuo muso, senza neppure aver compreso quando è stato eretto, e se hai già capito che le picconate non servono a nulla non ti resta che sederti ai suoi piedi, magari passando il tempo a colorarlo con un murales di tanto in tanto, e aspettare che il tempo sbriccioli un angolo e apra un varco. Forse un giorno da quel varco un raggio di sole annuncerà che è primavera. Di nuovo primavera. Coi fiori e con le risa e le altalene che in apparenza toccano il cielo.
Un giorno che ora non è qui.
:: 19/09/2006

cercasi disperatamente -da lasciare nei commenti o via mail- cronache, risvolti, consigli, trucchi, magie, esperienza, soluzioni e quant'altro per " coabitare con una undicenne senza ricorrere ai farmaci antidepressivi! " 
che sono sicura, che tra voi, qualcuna/o ha una pupetta con più di dieci anni...sarò mica sola, noo ??!
e allora perchè non scambiarci qualche esperienza ?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------

20/09/2005

:: VIZI DI MENTE
Si compia in silenzio il dolore,
quello solo pensato, immaginato
quello che rovinosamente s'apre la strada tra vene e arterie
quello che hai concepito sentendo parole e tracciando sentenze
di conseguenza
quello che ti toglierà il sonno e la voglia di fare bene
che ti porterà lacrime e solitudine
lontano, lontano da
Un dolore che non c'è, hai partorito in te
e come un figlio crescerà viziato e coccolato

:: 15/09/2006

piove da tre giorni
e altrove accadono robuste da fare danno,
è ormai così da tempo, sfascia la natura e lei piano piano, nel suo tempo dove i secondi sono anni, si rivolta sorridendo.
mentre  la sentivo scendere, dura copiosa e insistente,  mi sono ricordata di altre giornate uggiose, 'la pioggia nella pioggia':
davanti a una scuola vedevi  solo e soltanto ombrelli, così vicini che da lontano sembrava di vedere un quadro enorme di cento colori.  c'era insieme, sempre quell' odore gommoso misto a non so che, proveniente da una moltitudine di giacche antipioggia e stivaletti azzurri. Forse solo gli ombrelli erano diversi tra loro una volta, perchè riconoscere qualcuno guardando solo il pastrano era impossibile.
Quando pioveva eravamo tutti blu o verde oliva. Il rosso era chic. Il giallo opulento. Il nero troppo nero. Il marrone si usava solo d' autunno con i colori nocciola, crema e panna.
Io ci andavo a piedi a scuola e senza ombrello. il mio pastrano blu scuro aveva un ampio cappuccio, bisognava solo stare attenti, in quello slalom di genitori, a non ricevere nell' occhio o in testa un raggio del loro ombrello bagnato, magari quando si voltavano di scatto dopo aver pazientemente atteso l' entrata a scuola del loro prediletto. Tutto sommato la pioggia non mi dispiaceva, aveva un buono odore più di venti anni fa. E poi c'erano le pozzanghere, da evitare solo davanti alla mamma. E c'è che tra il loden erediatato , che odiavo e non mi piaceva, e l'impermeabile nuovo di zecca coi tasconi, preferivo quest' ultimo. Insomma la pioggia, capirete, era sempre ben gradita.
E ancora oggi, come allora, l' ombrello non lo uso, neppure quando la pioggia scende a catenelle. Preferisco bagnarmi che andare in giro con questa spada chiusa che all' occorrenza si trasforma in un ingrombrante ombrellone. Invece davanti alle scuole gli ombrelli sono diventati molto molto rari, solo auto in doppia, tripla e quadrupla fila...

------------------------------------------------------------------------------------------------------

15/09/2005

:: IN UNA PIAZZA
pietre di piazza porfido rossastro
sono corsa in tondo per cercare di acciuffare
un palloncino viola
correvo scalza e con la veste nera
sembravo una pazza
il vento più veloce soffiava a ritroso
finchè l' ho preso e sono andata  via
col palloncino sospeso ad un cordoncino sciccoso
:: 11/09/2006

se nel suo primo giorno alle elementari ho rischiato di essere travolta dalle lacrime, vedendola così piccina varcare il portone grosso grosso, oggi me la sono cavata meglio. nessuna lacrima ha premuto per uscire, soltanto cercavo i tuoi occhi misti di dubbio e timore, per dirti coi miei "andrà tutto bene amore". poi mi sono ricordata che io, in prima media, ci sono arrivata in braccio, prima mio papà e poi trasportata su per le scale dal bidello secco e alto che mi ha depositato in un banco qualsiasi della seconda fila.  avevo una stecca al piede sinistro, una benda sino alla caviglia e le raccomandazioni di non poggiare mai il piede a terra per tre settimane. Giorni  indimenticabili in quella classe di prima "A" dove scordare la maestra buona e abituarsi a una sfilza di professori  nuovi e... ovviamente bloccata alla sedia da un piede rotto nel caso avessi voluto tentare  la fuga :o
:: 04/09/2006

come se ti dicesse, perchè mai sei venuta via dal Lido che l' estate è ricominciata?
sei un po' vigliacco è vero,
che le sudate vanno bene solo sotto l' ombrellone
non qui,
seduti alla scrivania, conteggiando dare e avere, neppure i miei per giunta; certo, sfrontato e dispettoso a sbattermi adosso tutta questa nuova estate, quasi disgustoso, ma perchè sono invidiosa di chi al mare c'è ancora e mica perchè siamo mai contenti delle stagioni.
:: 01/09/2006

un tremendo disagio a riaffiorare su questo blog, anzi duplice ...
dal quel venticinque luglio là mi è venuta voglia di fare qualcosa di diverso qui. ma cosa ancora non so.
e poi.
due: fresca fresca di vacanza, con sabbia sotto le unghie e onde nel cuore proprio non so dirmi e dirvi nulla. è la prima volta che provo dolore a distaccarmi dal mare, come se avessi lasciato un nuovo amore laggiù. dieci giorni di completa beatitudine... sono davvero pochetti!!!!
ma... un salutino ci tenevo a farlo : c i a o   c i  a  o  e bentornati a tutti, smuak!
e per chi abita a Torino stasera c'è nuovamente il programma del 4 agosto in Piazza Madama Cristina (precedente post); chissà che un po' di tango, allievi un poco il mio umore....