:: 27/07/2007

L' altro ieri mi sono appesa al lampione verde 
per cercare di toccare una nuvola sospesa che mi piaceva.
Le zanzare dormivano ancora, le falene ridevano
di una scostumata vista la notte precedente,
io curiosa allungavo il braccio a più non posso 
per arrivare al bordo bianco della mia preda
ma niente,
lei si spostava con una scusa, diceva che andava in sposa alla luna e no, non  poteva sostare, andava di fretta lei, a maritarsi.
E allora sono scesa, tanto valeva tornare a casa,
mi sono detta
e mentre mi avviavo scontenta ho preso una storta alla caviglia, di quelle che ci rimani male per un  po'.
A casa zoppicando ci sono arrivata stanca,
e ridando un occhiata al cielo ho notato
un via vai di nuvolette vestite da damigelle correre appresso alla luna;
dunque sarà vero che stasera la luna si sposa?
Avrà divorziato dal sole, che stava mai in casa, si sarà stufata di poterlo baciare solo al suo calare.
La nuvola no,
finchè non piove starà con lei; la seguirà nel suo girarsi e assottigliarsi e rigonfiarsi come una palla.
Nel cielo alto potrà coprirla ,come un sipario, da occhi curiosi. 

Nessuno più potrà  vedere cosa  combina la luna , così velata,  mentre si concede alla mia nuvola di latte e miele.

 

  [Fotografia di Kate Barry | Portraits sOFIA cOPPOLA]

:: 25/07/2007

Semifinali 25 luglio: 
 Germania Ovest- Urss  :  2 a 1 

così, tanto per.
ieri sera si discuteva su chi di noi avesse dato fastidio a ostetrici, dottori e infermieri nel nascere in semifinale.
Ecco io la mia parte l' ho fatta ;)

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:: 19/07/2007

Geppetto indugiò ancora un poco sull’'immacolato letto di piume, ma laggiù LaDonnaCheAvevaAmato si dimenava come una scalmanata facendo un rumore infernale. Impossibile riposarsi in un tal baccano, figurarsi dormire. S'alzò spazientito lisciandosi le pieghe della veste turchese e si diresse al binocolosacro per vedere meglio cosa combinava.

 
Ogni volta che la guardava, seppur vestita di cenci, spettinata e piegata dalla stanchezza, a Geppetto gli occhi gli s’inzuppavano di lacrime e il cuore farfugliava, agitato nel petto, desideri. Era passato molto tempo da quel GiornoBiscaro e più che mai desiderava stringerla a sé, ma non era possibile. Non ancora.
LaDonnaCheAvevaAmato era china su una miriade di pezzi di legno di tutte le forme e di tutti i colori. Sicuramente scarti di quell’avido di MastroCiliegio.
- Aahh! se potessi dargli una lezioncina a quello stupido uomo col naso rosso - ,
pensò con una punta di gelosia.

 
MastroCiliegio voleva prendere la sua donna in sposa ma lei, ancora innamorata di Geppetto, teneva duro e nonostante la sua povertà e solitudine si negava ripetutamente pur desiderando da tempo un burattino. Geppetto continuò ad osservarla, ella aveva tirato fuori dal nascondiglio la sua preziosa cassetta degl' attrezzi e con mani inesperte tentava di scalfire, uno per uno, i pezzi di legno senza ottenere alcun ché.

 
Nella finestrella la luna panciuta illuminava tutta la stanzina, che poi era pure l' unica stanza di quella casina ormai fatiscente.
- Quei legni sono troppo secchi per poter essere lavorati. Ma poi che ci vorrà fare ? - ,
si chiese stupito Geppetto sorseggiando una oa-ola celestiale.

 
LaDonnaCheAvevaAmato si sentì di colpo stanca, aveva le mani sporche e tagliuzzate dai vani tentavi di intagliare il legno. Voleva farsi un burattino da sé, così avrebbe mandato al diavolo mastroCiliegio e le sue pressanti richieste matrimoniali, ma le mani gli tremavano dalla fatica e così raggiunse a malincuore il giaciglio.
- Domani -
pensò sorridendo mentre s' addormentava. 

 
Ora che dormiva Geppetto poteva finalmente raggiungerla, così come decretato dalle RegoleSacre. La guardò dormire, era bellissima. Le fece una carezza e s' avvicinò alla legna. Estrasse dalla tasca una polverina turchese che fece svolazzare sopra un pezzo di legno. Poi tornò soddisfatto nella sua confortevole cella celeste.

 
Nel cuore della notte LaDonnaCheAvevaAmato si svegliò ristorata dal sonno e tornò all' opera. Prese lo stesso pezzo di legno che Geppetto aveva cosparso di polvere magica e cominciò ad inciderlo. Era più malleabile o dormire le aveva ridato le forze? , si chiese la donna. In men che non di dica aveva quasi completato il burattino. Mancavano gl' occhi e la bocca. In un vasetto trovò del nero di vite che usò con uno stecchino per fare due vispi occhietti e con del succo di barbabietola disegnò una boccuccia carnosa e graziosa. Mise il burattino a sedere sulla tavola grezza e s' aggirò per la stanza in cerca di qualche pezza di stoffa. Trovò sotto il traballante letto un vecchio e logoro vestito di seta gialla, lo drappeggiò con cura attorno al burattino.
- E’ perfetto! –
disse concitata ad alta voce. Il cuore le scoppiava in petto dalla gioia mentre rimirava l' opera sua.Lo prese tra le braccia e lo strinse al suo petto volteggiando in un valzer immaginario. Poi si rimise a letto mettendolo vicino al suo fianco e mentre sbadigliava sussurrò
- Ti chiamerò Pinokia, piccina mia -.

 
Epilogo: Geppetto soddisfatto sorrideva di veder finalmente concepito il sogno de LaDonnaCheAvevaAmato. Prese carta e penna e s' accinse a richiedere formalmente l’ autorizzazione per stare accanto a Pinokia. Era sicuro, ora che era padre, che in Paradiso gli avrebbero concesso dei permessi speciali. Firmò la lettera esagerando con gli svolazzi e la consegnò ad Angelo, il postino. Fatto questo si rimise a dormire sognando che Pinokia l’indomani si trasformava in una bella bambina obbediente e studiosa.

 
Pinokia però non riusciva a dormire. Aveva dei dolorosi crampi allo stomaco e s’alzo piano per cercare del cibo, aveva appena addocchiato un grosso grillo nero….

::::: NOTA : la paternità di questo progetto collettivo è di Strelnik ; se volete contribuire alla riscrittura della Fiaba c'è tempo fino a Settembre. Info qui,

(Pinokkio - Volume 1)

 

:: 17/07/2007

buoi e sposi dei paesi tuoi, si dice.
di sposi ne ho visti due in otto giorni come in un sogno doppio, come tutte le paia che conosciamo, erano bruni entrambi e perlati d'emozione. con le spose cremose e carine, sorridenti. Due sposi sommati portano appresso una moltitudine di parenti e amici, mille faccie diverse, poche poche parole scambiate. Regioni diverse menù agli opposti culinari, settecento chilometri tra l'uno e l'altro.
Ma quel che mi importa è che uno fra i due è amico mio, come pure la sposa sua. E mentre sollazzano nella luna di miele io li penso e ripenso felici, ma mica per poco, per tanto perdio. Per tutta la vita amico caro poeta, e se tutta la vita pare un' espressione immensa in cuor mio riesco bene a immaginare che quello è il vostro tempo, tutto quanto, certo.

:: 03/07/2007

(foto di madesign )

Chissà perchè rivedendo questa foto mi è venuto in mente questo racconto ...
Le anomalie del pensare, oppure no.
Il titolo invece, intende la mia assenza per una brevebrevissimaminuscola (ma meglio che niente) ... vacanzina. Ciao ragazzi, ciao

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