:: 11/01/2007

.... ma mi faceva strano continuare a leggere " *dicembre 22 2006  ",
per tanto aggiungo un post inutile soltanto per cambiare anno. ciaociao

 

02/01/2007 [ tr8la ] DUEMILASETTE
a dicembre duemilacinque speravo in un duemilasei più tranquillo, poi è andata come è andata, non troppo bene, pazienza. e ora sono convinta che questo sarà davvero un voltare pagina definitivo. sarà bello buono e dolce. sarà quel che sarà ma quel sette dopo gli zeri mi piacciono di già
 
11/01/2007  [ sb8 ] FRAINTENDERSI
frettolosa e concisa, sbadata e ignara / tante volte una mia affermazione / fa nascere dubbi e ire / ed io avevo solo detto qualcosa / una frase / che inizia con una consonante e finisce con una vocale / pura e semplice / senza cose pensate e non dette / e invece scatenano / rabbie / che io non so più contenere che non ho più voglia di contenere. / a volte.

 

 

:: 19/12/2006

Un vento fosco si aggira ancora sul mio capo sbriciolando gli ultimi noccioli duri dell' anno in corso, e ancora (e voglio) spero che allora sarà il duemilasette l'anno buono, quieto, dolce e colorato.
Mentre attendo, due buone notizie:

.:. La dolce Placida è tornata con un nuovo indirizzo e dolci pani di Natale ...

.:. A Capodanno, per il concerto sabaudo in Piazza Castello ci saranno, nientepopòdimenoche: i "
Cuori In Barrique Big Band ",  undici elementi virtuosi per salutare l' anno nuovo con swing e latin jazz ! 


                                              

16/12/2005

:: FICHI D'INDIA

Certi tramonti in questi giorni che sembrano succosi fichi d'india da mangiare, mancherebbe il profumo e poi un po' di cuore che sorride.
Che invece il cuore si è spaiato ed un pezzo è rimasto a far girare il sangue, l' altro si è stancato e fa i capricci, col muso lungo e le braccia incrociate.
Rifiuta di collaborare e accampa scusa per litigare. Così non mi piace, urla. Così non va, protesta.
Poi di notte suggerisce  di calmarmi, che a trottolare così poi mi gira la testa e cado a testa in giù nella terra. Prima o poi.
Non siamo più d' accordo da un bel po' di tempo, e le vene s' incrostano di rimorsi. Io lo so che ha ragione lui. Che questa massa grigia e pesante come un masso prima o poi mi schiaccia. Che sferuzzo a maglia e con devozione un cappottino stretto e grigio che poi adosso all' anima non mi starà bene per niente. Che scavo un fossato così largo da lasciarmi sola e irraggiungibile dal sole.
Però da questo labirinto tedioso ci devo uscire da sola che lui non ne può niente. Ci devo uscire magari aggrappata alla luna che vanitosa si protende per farsi guardare spazzando la nebbia di sera. O provando a gustare questi rossiviola che si spalmano sui monti e sui tetti.

:: 10/12/2006

“Torcevamo i panni tante volte per far uscire l’acqua, ma erano bagnate e sgocciolavano sempre un po’." www
mentre leggo queste storie curiose dei tempi che più non sono, mi pare che  il mio cuore sia molto simile a quei panni: più volte attorcigliato su se stesso, e chissà se domani il tuo sorriso potrà stenderlo al sole(fotografia : www.lacedonia.com)



28/12/2006 [ s8sopra ]  IL FUNERALE DI WELBY

 

Il funerale sarà fatto, di certo. In fondo basta offrire qualcosa e un prete buono verrà. Ho visto un prete, a Luglio, che non ha voluto nemmeno avvicinarsi alla salma per benedirla, è rimasto fuori nella corte a dire preghiere in fretta e furia. Ha detto una messa degna di essere preso a pugni, solo che il dolore era più forte del reagire. Non ha voluto benedire neppure la bara, soltanto la terra una volta che l'ha ricoperta. Eppure nessuno aveva staccato la spina a questa nonnina di novanta e passa anni, la vita si era staccata da sè.
E il sacerdote che avrebbe dovuto curarsi del suo funerale non era un prete. Era un uomo vecchio e stanco che coi sacramenti non aveva più nulla a che fare.
Ma un prete per W. verrà, è solo che la Chiesa deve tuonare parole, attraverso i media, che possano incutere paura e timore,  per non far dimenticare tutti i flagelli raccontati nelle Antiche Scritture. E noi dobbiamo far finta di credere che il funerale, per lui, o all' occasione eutanistica per noi, non ci sarà.

(Foto : cimitero di staglieno  )

:: 07/12/2006

chi ha disegnato il panorama stamane così incredibilmente buono?
la luna quasi tonda su monti bianchi e aranci di alba e neve, l'azzurro cielo terso a destra.
di là il sole che scavalca plumbei nuvoloni 
e poi i tetti, ancora lucidi di pioggia andata.
chi ha fatto questo non ha tenuto conto del dolore, e forse qualcosa anche mi ha detto


14/12/2006  [ r8 ] ORA
mi sto lontana / per non cadere dentro quel lago salato
mi giro a largo / per non ascoltare / quella rima ripetuta che dice
puo' succedere di nuovo puo' succedere di nuovo / mi guardo il sole che non vuole lasciare
il suo posto / sbrina da solo tutto il ghiaccio di una notte quasi-invernale
guardo fuori e mi evito dentro / perchè deve passare il tempo / veloce / e allontanarmi da quello strazio

23/11/2006 [ r8 ]  LA MELA DI ANA

 

 ana
perchè arriva quel giorno, che porcaputtana
tutto ti pare così banale
assurdo e senza intensità
parole a vuoto
superficialismo
e non trovi più con chi parlare
ti annoi
i genitori sono "vecchi" quel giorno
i compagni noiosi
la tivu il paese dei balocchi per non pensare
E invece in silenzio
tu senti Dio
senti la profondità dei pensieri
senti una capacità che si scontra nella realtà,
sono tutti stupidi o sono pazza?
e allora basta un uomo di una certa età
che sappia usare bene le parole
per ingoiarti con le sue mani
o basta una filosofia accattivante
per sentire il cuore in pace
e il fascino che provoca
illusorio
ma non compreso
è più forte di tutto il vuoto che sta attorno
E non ti senti più da sola,
e pensi di non essere più tu la pazza
ma il mondo che ti circonda
e attraversi nuove strade
lunghe coi fianchi sinuosi
sfavillanti strade
 
che finiscono
poi nel vuoto
di una buccia di mela
che non potrà mai bastare. Mai.

:: 29/11/2006

Nuovi Orizzonti Artificiali : domani 30/11 da Giancarlodue- Murazzi lato nord (Torino) - ore 23:00

Live-band originale e coinvolgente, i N.O.A. nascono a Milano nel 1999 e nel volgere di pochi anni percorrono alcune tappe significative per la loro crescita:
nel 2001 vincono Rock Targato Italia,
nel 2003 si aggiudicano il premio Amnesty International.
La cifra stilistica dei N.O.A. è l' energia e la fisicità pura del rock contaminate da una personale e raffinata miscela di elettronica, jungle, drumn bass e dance.
Su questa trama musicale danzano i testi, vere e proprie liriche ricche di suggestioni letterarie, invenzioni lessicali, bizzarri giochi di parole, rimandi a mondi possibili.
L' impronta poetica che ne deriva pone i N.O.A. nel solco della lingua cantautorale italiana ma è una presenza scenica trascinante, unita ad un istrionismo accattivante e travolgente, a trasformare i loro concerti in momenti di pura follia. Emozioni, ironia ed energia fuse in una danza collettiva, un momento di empatia surreale dove il confine tra il sopra e sotto il palco diventa sempre più fragile e valicabile. Melodie orecchiabili, ritmiche groovose, parole e spunti per divertirsi ed al tempo stesso riflettere.
Questi sono i Nuovi Orizzonti Artificiali.

www

24/11/2005

:: A LUSTRARE I PAVIMENTI
mi accorgo che scivola giù per le mani
mi fermo e rimonto l' attimo
è c'è più gioia e amore
ma frettolosa ripongo i fotogrammi
e tengo duro
ad andare avanti così per niente
così senza sentire
così col freddo che avanza e cristallizza i cuori
che insenso
ciabattare sui minuti, con una vestaglia scomposta
e senza ardore
cigolando anzichè "miagolando"
maestri capaci di focalizzare un neo
perdendo tutto il mero universo
:: 20/10/2006

fa strano
non trovare più  luce
pomeridiana
andare e tornare
tornare e stare
in uggia coll' uggio del cielo,
piove
e ora già spiove
ma quella luce non puo' più venire
- e l'autunno -, dicono
ma dove sono le foglie  rosse e gialle e dorate
con macchie nere
giù dal marciapiede?
 
Vuoi dire che ci hanno tolto
anche
quelle ? 

(preso da R8)

 


 

19/10/2006 [ fr8le] SEDICIE40

perchè oggi le ore non passano? più

:: 18/10/2006

La marea era rimasta nella stanza per l’aver sognato oceani e tempesta.

e ovunque si fosse posato lo sguardo si sarebbe visto quel qualcosa andare come in altalena, su e giù, su e giù, su e giù, su e giù;
che fosse un divano, il lampadario, il gatto vivo che però dormiva, la finestra chiusa colle sue tende di mussola viola e così via. niente di immobile per colpa di quella marea che sospirava come una donna innamorata dal petto molto formoso e che di uscire e occupare il posto suo non ne aveva voglia. per tanto dopo avere guardato quell' oscillare ripetitivo anche lo sguardo del più freddo osservatore avrebbe iniziato a seguire quel moto rischiando di trovarsi prima o poi sul pavimento a causa del saporifero dondolio.
 
( per quel pigro di Effe, che invitava a farlo, ma nei commenti però )


18/10/2005

:: RISCONTRI OLFATTIVI IN PANETTERIA

Gentilissime Signore,
la naftalina o canfora, come dir si voglia, serve ad allontanare le tarmi.
Non è un profumo.
Si vi approssimate a tirar fuori i capi invernali dalla panca, dall' armadione
o dalla soffitta dategli una lavata o eventualmente lasciate che prendino aria, molta aria, anzi moltissima.

(Nota: la canfora può nuocere se a contatto della pelle.
In alternativa : antitarmi naturali sono la lavanda, l' alloro, i chiodi di garofano e le castagne d' India)

:: 29/09/2006

Elliott Erwitt sembrerò del paliolitico, ma finalmente anch'io ho un pc con le casse; ascoltare tutto il giorno, questa radio "qui ", trasformando il mio ufficio in una milonga è una sensazione bellissima .... che poi in questo periodo la felicità, anche per poco, non guasta.
 
Yo llevo un tango en el alma,
tango de hondas vibraciones,
confidente de emociones
de mi barriada porteña,
la que cantando se adueña
del sentir de mi ciudad
que lleva un tango en el alma
como yo,y así dice en su cantar (...)
(Osvaldo Sosa Cordero)

--------------------------------------------------------------------------------------------------

29/09/2005

:: TU CHIEDI, MA

Oggi non dovrei scrivere, neppure ieri e neanche domani.
C'è un fiume di pensieri che qui si allargherebbe a dismisura, nessun foglio saprebbe contenerlo.
Un lago di lettere, consonanti e vocali, rimaste troppo tempo dentro chiedendo di uscire, per cortesia .
Oggi il cielo nuvoloso è dentro i miei polmoni.
Un altro viaggio con copiose lacrime che si fanno strada giù per il viso.
Lei non mi ha mai visto piangere quando il mondo mi crollava adosso pezzo a pezzo. Lei non ha mai saputo quanto soffrivo. Ora piangere, mi vede spesso. E quasi mai mi chiede perchè.
Avrei voglia di baciarti e anche di tirarti un pugno, ma forte. Proprio lì sul naso.
Quando ti sussurro qualcosa che m' appartiene dentro, la tua risposta sgemba mi fa comprendere che non è il caso; ripongo in fretta tutte le parole e le metto nella tasca del cuore, lascio che il peso si accumuli e mi levi il respiro soltanto di notte. Nel buio pesto.

Ho bisogno di tempo per digerire  queste e altre cose, prima di aiutare te ad uscire dalle corde vischiose del tuo pensare amaro.

Tu chiedi e aspetti risposte.
Io devo d'imparare a stare zitta perchè tutte le volte che dico quel che penso sbatto il muso su una porta di cemento.
(E devo anche scoprire se da quelle finestre nuove la luna si vede davvero. Dopo, solo dopo posso rimetterti sulla mia pelle.)

:: 19/09/2006

cercasi disperatamente -da lasciare nei commenti o via mail- cronache, risvolti, consigli, trucchi, magie, esperienza, soluzioni e quant'altro per " coabitare con una undicenne senza ricorrere ai farmaci antidepressivi! " 
che sono sicura, che tra voi, qualcuna/o ha una pupetta con più di dieci anni...sarò mica sola, noo ??!
e allora perchè non scambiarci qualche esperienza ?

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------

20/09/2005

:: VIZI DI MENTE
Si compia in silenzio il dolore,
quello solo pensato, immaginato
quello che rovinosamente s'apre la strada tra vene e arterie
quello che hai concepito sentendo parole e tracciando sentenze
di conseguenza
quello che ti toglierà il sonno e la voglia di fare bene
che ti porterà lacrime e solitudine
lontano, lontano da
Un dolore che non c'è, hai partorito in te
e come un figlio crescerà viziato e coccolato

:: 15/09/2006

piove da tre giorni
e altrove accadono robuste da fare danno,
è ormai così da tempo, sfascia la natura e lei piano piano, nel suo tempo dove i secondi sono anni, si rivolta sorridendo.
mentre  la sentivo scendere, dura copiosa e insistente,  mi sono ricordata di altre giornate uggiose, 'la pioggia nella pioggia':
davanti a una scuola vedevi  solo e soltanto ombrelli, così vicini che da lontano sembrava di vedere un quadro enorme di cento colori.  c'era insieme, sempre quell' odore gommoso misto a non so che, proveniente da una moltitudine di giacche antipioggia e stivaletti azzurri. Forse solo gli ombrelli erano diversi tra loro una volta, perchè riconoscere qualcuno guardando solo il pastrano era impossibile.
Quando pioveva eravamo tutti blu o verde oliva. Il rosso era chic. Il giallo opulento. Il nero troppo nero. Il marrone si usava solo d' autunno con i colori nocciola, crema e panna.
Io ci andavo a piedi a scuola e senza ombrello. il mio pastrano blu scuro aveva un ampio cappuccio, bisognava solo stare attenti, in quello slalom di genitori, a non ricevere nell' occhio o in testa un raggio del loro ombrello bagnato, magari quando si voltavano di scatto dopo aver pazientemente atteso l' entrata a scuola del loro prediletto. Tutto sommato la pioggia non mi dispiaceva, aveva un buono odore più di venti anni fa. E poi c'erano le pozzanghere, da evitare solo davanti alla mamma. E c'è che tra il loden erediatato , che odiavo e non mi piaceva, e l'impermeabile nuovo di zecca coi tasconi, preferivo quest' ultimo. Insomma la pioggia, capirete, era sempre ben gradita.
E ancora oggi, come allora, l' ombrello non lo uso, neppure quando la pioggia scende a catenelle. Preferisco bagnarmi che andare in giro con questa spada chiusa che all' occorrenza si trasforma in un ingrombrante ombrellone. Invece davanti alle scuole gli ombrelli sono diventati molto molto rari, solo auto in doppia, tripla e quadrupla fila...

------------------------------------------------------------------------------------------------------

15/09/2005

:: IN UNA PIAZZA
pietre di piazza porfido rossastro
sono corsa in tondo per cercare di acciuffare
un palloncino viola
correvo scalza e con la veste nera
sembravo una pazza
il vento più veloce soffiava a ritroso
finchè l' ho preso e sono andata  via
col palloncino sospeso ad un cordoncino sciccoso