:: 20/03/2008

ho acquistato in tempo due colombe al cioccolato quast'anno,
ma
credo non serviranno più.
erano al cioccolato, peccato.
io non le mangerò
di certo,
le userò piuttosto per prendere il volo.
domani è primavera
qui rimane l'inverno
coi suoi rami secchi
e la neve gelata che ricopre
ogni spazio.

21 Mars
:: 07/12/2007

( ma di quelli agghiaccianti)

e che qua io ne sto mettendo sei, sei per una persona sola che per sua fortuna oltre a non lavorare in un acciaieria ha pure numerose vie di fuga, (metti che il mouse si metta a scoppiettare come un pop corn)

sei estintori pesanti che non userò mai, perchè se succede qualcosa me la do' a gambe, sei perchè la legge dice così, sei che farò ispezionare una volta all' anno per essere in regola in caso di controllo, mica perchè li uso. sei perchè a controllare ci verranno di sicuro, mica siamo nella lista 'noiosa' di quelli da lasciare in santa pace.

e in santa pace quel mio coetaneo non sarà sicuramente spirato.(
up date: leggo ora che sono due quattro sei  SETTE )

il paradosso è che qui o da te i controlli saranno più serrati, lì difficilmente....
e non mi riferisco soltanto ad un paio di estintori.

(l' articolo su Repubblica)

un post sull 'accaduto, parole che penso 'Pacchetti'

:: 26/11/2007

meglio esplodere che implodere,
la salute fisica e mentale ne gioverà
...
Quando accade che lasciamo esplodere queste piccole hiroshime intime
la nostra vita assume l' aspetto di un campo dove vi è stata una lunga battaglia.
Ci sono frammenti sparsi ovunque, nessuna cosa puo' più essere riparata/recuperata.
Il vuoto sarà la coperta dei giorni a venire.
Bisogna aspettarsi tutto questo, ma non credo sia terribile ricominciare dal nulla se noi ne siamo usciti incolumi.

(facile a dirsi, difficile a farsi)

ps: è un post anomalo per i toni che ci sono qui, lo riconosco e forse a breve cancello, ma sono curiosa di sapere se qualche volta vi è capitato ...

:: 09/10/2007

quelli neri alti che rubano l' ombra
il silenzio
e quel poco di pace che un atto ha sigillato
che un foglio non basta a reclamare
a fermare quella mano strana
che si muove schiaffeggiando l'aria
e la gente che cammina
senza pensarci

poi ci sono quelli in cartonato
che disegni e colori
con la testa che sbuffa come un vapore
che potresti evitare
di ritagliare e porre sul comodino
così la notte ti scorre serena
e ti svegli senza pianto
e rancori

...
:: 20/09/2007

al mattino
prima ancora di toccare il legno del pavimento
funziono solo dentro, dentro me,
una lavatrice, con carica dall' alto
zeppa di pannipensieri colorato
e bianconero
che girano girano e rigirano
wash
un autolavata di capo.
poi arrivi tu, prima di stendere il bucato mentale
e mi lecchi il naso, i capelli e le mani quando riescono a sbucare dal lenzuolo
- Mieeeu -, mi dici
perchè hai fame.
- Vieni -, ti dico, mentre mi alzo barcollando e dimenticando tutto quanto.

:: 19/09/2007


mica sono come le nuvole di panna di ieri
quelle sui tetti
spostate a destra e manca dal vento,
bianchebi a n ch e
da volerci infilare un dito e assaggiarne un pochetto.
i periodi bianchi no, non sono così.
sono troppo chiari, inconsistenti
vuoti e inutili. una perdita di tempo sono
:: 10/09/2007

60WATTMa esistono poi?
a sentire le chiacchere da pub, no, non esistono,
ultimamente ci sono solo 'le annate nere' (tutte intere si, da gennaio a dicembre, on inclusive) . Se proprio non nere, grigie, grigine,opache. La colpa? dei pianeti, nessuno escluso, e questo è già ottimismo, nessuna lacrima, solo un dito che punta ad un lassù remoto e invisibile dove in orbita i pianeti girano e fanno girare le nostre palle terrene.
Più o meno da tre anni, si sussegue questa blanda lamentela sull' anno infernale che prima o poi finirà lasciando il posto all' anno buono. Ma quello buono ancora non arriva. Doveva essere il duemilacinque, poi il duemilasei poi quello in corso, con questo sette finale così prospero di simbolici significati positivi.
E dunque, con tutto quest' ottimismo, alla faccia dei guai che si susseguono uno dietro all' altro un po' per tutti noi, si attende trepidi che il prossimo, il duemilaotto, sia quello se non proprio buono almeno esente da grossi contrattempi.
Per quanto mi riguarda l'ultimo triennio che mi è piaciuto è stato 2000/2003....poi più niente, le tegole del tetto sono cadute una ad una con una puntualità esasperante, ancora ieri, per dire, ci hanno rubato la moto, bang! , ma è poca roba se poi c'è la salute e bla bla bla bla bla. L' album 2007 tra incidenti furti litigategrosse lutti vacanzeorrende e idiozie subite già quasi non si chiude più. Ma che importa fino a quando alzando le spalle ci si riesce a scrollare di dosso tutto quanto. No?
Siamo stranamente ottimisti o abbiamo fatto il callo al peggio?

(il post non ha lo scopo di assumere toni tragici, anzi, l' ho scritto sorridendo:))

:: 19/07/2007

Geppetto indugiò ancora un poco sull’'immacolato letto di piume, ma laggiù LaDonnaCheAvevaAmato si dimenava come una scalmanata facendo un rumore infernale. Impossibile riposarsi in un tal baccano, figurarsi dormire. S'alzò spazientito lisciandosi le pieghe della veste turchese e si diresse al binocolosacro per vedere meglio cosa combinava.

 
Ogni volta che la guardava, seppur vestita di cenci, spettinata e piegata dalla stanchezza, a Geppetto gli occhi gli s’inzuppavano di lacrime e il cuore farfugliava, agitato nel petto, desideri. Era passato molto tempo da quel GiornoBiscaro e più che mai desiderava stringerla a sé, ma non era possibile. Non ancora.
LaDonnaCheAvevaAmato era china su una miriade di pezzi di legno di tutte le forme e di tutti i colori. Sicuramente scarti di quell’avido di MastroCiliegio.
- Aahh! se potessi dargli una lezioncina a quello stupido uomo col naso rosso - ,
pensò con una punta di gelosia.

 
MastroCiliegio voleva prendere la sua donna in sposa ma lei, ancora innamorata di Geppetto, teneva duro e nonostante la sua povertà e solitudine si negava ripetutamente pur desiderando da tempo un burattino. Geppetto continuò ad osservarla, ella aveva tirato fuori dal nascondiglio la sua preziosa cassetta degl' attrezzi e con mani inesperte tentava di scalfire, uno per uno, i pezzi di legno senza ottenere alcun ché.

 
Nella finestrella la luna panciuta illuminava tutta la stanzina, che poi era pure l' unica stanza di quella casina ormai fatiscente.
- Quei legni sono troppo secchi per poter essere lavorati. Ma poi che ci vorrà fare ? - ,
si chiese stupito Geppetto sorseggiando una oa-ola celestiale.

 
LaDonnaCheAvevaAmato si sentì di colpo stanca, aveva le mani sporche e tagliuzzate dai vani tentavi di intagliare il legno. Voleva farsi un burattino da sé, così avrebbe mandato al diavolo mastroCiliegio e le sue pressanti richieste matrimoniali, ma le mani gli tremavano dalla fatica e così raggiunse a malincuore il giaciglio.
- Domani -
pensò sorridendo mentre s' addormentava. 

 
Ora che dormiva Geppetto poteva finalmente raggiungerla, così come decretato dalle RegoleSacre. La guardò dormire, era bellissima. Le fece una carezza e s' avvicinò alla legna. Estrasse dalla tasca una polverina turchese che fece svolazzare sopra un pezzo di legno. Poi tornò soddisfatto nella sua confortevole cella celeste.

 
Nel cuore della notte LaDonnaCheAvevaAmato si svegliò ristorata dal sonno e tornò all' opera. Prese lo stesso pezzo di legno che Geppetto aveva cosparso di polvere magica e cominciò ad inciderlo. Era più malleabile o dormire le aveva ridato le forze? , si chiese la donna. In men che non di dica aveva quasi completato il burattino. Mancavano gl' occhi e la bocca. In un vasetto trovò del nero di vite che usò con uno stecchino per fare due vispi occhietti e con del succo di barbabietola disegnò una boccuccia carnosa e graziosa. Mise il burattino a sedere sulla tavola grezza e s' aggirò per la stanza in cerca di qualche pezza di stoffa. Trovò sotto il traballante letto un vecchio e logoro vestito di seta gialla, lo drappeggiò con cura attorno al burattino.
- E’ perfetto! –
disse concitata ad alta voce. Il cuore le scoppiava in petto dalla gioia mentre rimirava l' opera sua.Lo prese tra le braccia e lo strinse al suo petto volteggiando in un valzer immaginario. Poi si rimise a letto mettendolo vicino al suo fianco e mentre sbadigliava sussurrò
- Ti chiamerò Pinokia, piccina mia -.

 
Epilogo: Geppetto soddisfatto sorrideva di veder finalmente concepito il sogno de LaDonnaCheAvevaAmato. Prese carta e penna e s' accinse a richiedere formalmente l’ autorizzazione per stare accanto a Pinokia. Era sicuro, ora che era padre, che in Paradiso gli avrebbero concesso dei permessi speciali. Firmò la lettera esagerando con gli svolazzi e la consegnò ad Angelo, il postino. Fatto questo si rimise a dormire sognando che Pinokia l’indomani si trasformava in una bella bambina obbediente e studiosa.

 
Pinokia però non riusciva a dormire. Aveva dei dolorosi crampi allo stomaco e s’alzo piano per cercare del cibo, aveva appena addocchiato un grosso grillo nero….

::::: NOTA : la paternità di questo progetto collettivo è di Strelnik ; se volete contribuire alla riscrittura della Fiaba c'è tempo fino a Settembre. Info qui,

(Pinokkio - Volume 1)

 

:: 04/06/2007

avrei voluto alleggerire quest' atmosfera di post introspettivi  con due righe liete. ma.
già da giorni avevo in mente di scrivere lieve e soave,
magari del concerto di Vinicio Capossela o della milonga dove suonava l' orchestra  ColorTango, ma mi sono persa tutti e due,
allora immaginavo il cielo così mutevole di questi giorni
e cominciavo a scrivere col pensiero di queste nuvole
ampie e bianche da raccontare qui,
oppure una favola inventata di sana pianta
quelle che poi faccio leggere a mia figlia e lei
le conserva insieme a tutte le nostre cose...

...se non fosse che stamattina
l'hai lasciata a casa tua
senza portarla neppure a scuola, per un capriccio solo tuo.
Lei tratteneva lacrime e ira telefonandomi,
io correvo, si fa per dire in mezzo a trecento code sabaude,
come un cavaliere a liberare la sua bella bionda.
Poi ripenso al meccanismo burocratico
che in qualsiasi circostanza ti fa uscire indenne da tutte  le tue prepotenze,
e mi chiedo, o forse interrogo un cielo muto : - ma è proprio giusto che sia sempre così??-

c'è una lucina in fondo ad un corridoio buio e dismesso, se la raggiungi c'è una porta di legno che da su un prato immenso. l' aria è fresca e buona,  le macchie rosse dei fiori sanno cantare liete.
(il paradiso, forse)


:: 22/05/2007

mi viene pure da scappare ogni tanto
come stasera
che ho già pittato di viola le mie dieci compagne,
e non succede mai, quasi mai, vi assicuro,
al massimo un bianco trasparente oppure un beige,
ma poi spunta la verifica di scienze
e come fai ? dico,
a mollare tutto e uscire

e più passa il tempo
più da dentro mi vengono pulsioni
da tredicenne,
quando guardavo tutto il giorno la tangenziale
dal vetro di casa mia e sognavo
di andar via...