Certi tramonti in questi giorni che sembrano succosi fichi d'india da mangiare, mancherebbe il profumo e poi un po' di cuore che sorride.
Che invece il cuore si è spaiato ed un pezzo è rimasto a far girare il sangue, l' altro si è stancato e fa i capricci, col muso lungo e le braccia incrociate.
Rifiuta di collaborare e accampa scusa per litigare. Così non mi piace, urla. Così non va, protesta.
Poi di notte suggerisce di calmarmi, che a trottolare così poi mi gira la testa e cado a testa in giù nella terra. Prima o poi.
Non siamo più d' accordo da un bel po' di tempo, e le vene s' incrostano di rimorsi. Io lo so che ha ragione lui. Che questa massa grigia e pesante come un masso prima o poi mi schiaccia. Che sferuzzo a maglia e con devozione un cappottino stretto e grigio che poi adosso all' anima non mi starà bene per niente. Che scavo un fossato così largo da lasciarmi sola e irraggiungibile dal sole.
Però da questo labirinto tedioso ci devo uscire da sola che lui non ne può niente. Ci devo uscire magari aggrappata alla luna che vanitosa si protende per farsi guardare spazzando la nebbia di sera. O provando a gustare questi rossiviola che si spalmano sui monti e sui tetti.


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« Se decidi all' ultimo minuto di partire da Torino e dopo un' ora e mezza ti ritrovi a salire su ripide stradine mediovali per poi sbucare in una piazzetta piena di gente dove... 




[Esordio del progetto musicale Zabe]

