al mattino
prima ancora di toccare il legno del pavimento
funziono solo dentro, dentro me,
una lavatrice, con carica dall' alto
zeppa di pannipensieri colorato
e bianconero
che girano girano e rigirano
wash
un autolavata di capo.
poi arrivi tu, prima di stendere il bucato mentale
e mi lecchi il naso, i capelli e le mani quando riescono a sbucare dal lenzuolo
- Mieeeu -, mi dici
perchè hai fame.
- Vieni -, ti dico, mentre mi alzo barcollando e dimenticando tutto quanto.


Così, in un attimo. (Fip)- Puf

dopo sette giorni i gatti si sono ambientati alla nuova provvisoria sistemazione. (ampiamente, direi)
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26/07/2005
Il gatto nero si gira infastidito,
Clara ha spaccato l' ennesimo bicchiere di vetro.
Il telefono diligente posa muto sul ripiano.
Clara implora muta il miracolo.
- Suona bestiolina, suona per me -
- Trilla orpello tecnologico, l'affranta fanciulla
ci credeva alla storia dell' Alice gratuita - pensa il gattonero
leccandosi i baffi.
~°~
(prologo)
L'Alice gratuita
-....senza canone! paga soltanto la connessione...-le aveva detto l'operatore.Clara era felice e aveva aderito. Aspettava soltanto la telefonata di conferma che sarebbe arrivata entro un' ora. Aveva preso il gatto e l'aveva strizzato al suo petto, - Pensa gatto, tra dieci giorni arriva Alice, canone gratuito, modem in comodato e filtri per la presa -. Il gatto aveva deglutito all' idea di avere un' alice. Andava matto per le alici. Solo era dispiaciuto di mangiarne una soltanto. Il modem non sapeva cos' era, ma se lo sarebbe mangiato lei, poco importava. Invece quella stramaledetta telefonata non era arrivata. E la sua amica triste e arrabbiata aveva spaccato otto bicchieri. Però si sentì amato. Tutto sto caos per una sola alice! L'amava non c'erano dubbi.
da: placidorodingo proposto da PlacidaSignora
[un reciproco insopportarsi]
Ieri notte questo bel micione, era in vena di far scherzi; il fratello bianconero, appesantito dalla cena, più volte s' era negato per giocare. Quindi, il gattotigrato, ha pensato di spostare le sue attenzioni su di me. Si nascondeva aspettando i miei passi per poi spuntare all' improvviso alzarsi sulle zampe posteriori e simulare un attacco. -Smettila, Merlino. che non mi fai paura- lui, niente. Dopo cinque minuti ci riprova. Alla fine stimolata dalle sue impacciate intenzioni giocose l' ho rincorso per tutta casa travestita da topolino e con in bocca un magnum che ogni tanto usavo come spada. {che ridere, che.}
Il gatto era rientrato da parecchie ore , eppure non riusciva ad acciambellarsi per trovare riposo. Un pensiero pungolava i suoi ricordi tenendolo desto e attento. La coda continuava a strofinare le mattonelle bianche e nere... l' antica cera posata con il suo andare avanti e indietro, era tornata a splendere in quell'arco . Più in alto in un morbido letto di piume dormiva beata Mirtilla.