:: 02/03/2007

Mi capita ogni tanto che i ricordi dell' infanzia, apparentemente scordati, ritornino nel presente, appena appena sbiaditi.
Così che ieri mi viene in mente la parola Misteri, accompagnata dall' immagine di  santi, angioletti e diavoletti,  vivi e vegeti che stanno per aria...
 - Lulu, sono persone vere , come te e me, ma nella vita sono cosi buoni e pii che il Signore ha fatto il   miracolo di piantarli su a mezz'aria per tutta la durata della processione  - 
O per lo meno, quando ero  piccola così mi avevano fatto credere.
 
 
"I Misteri" sono una delle più suggestive e importanti manifestazioni della cultura popolare religiosa della terra molisana.
 
A me impressionava molto questa faccenda dei Misteri e allo stesso tempo il timor di Dio cresceva a dismisura con queste frottole materne.
Così srotolando la memoria su questi fatti passati mi è venuta la curiosità di sapere se questa processione  viene fatta ancora e il Prode Google ha dissipato in un clik la domanda, e si!  la sacra rappresentazione dei "Misteri", chiamati anche "Ingegni", si svolgono ancora, anno dopo anno nella ricorrenza del Corpus Domini a Campobasso.
 
Mi sono ingozzata di foto qui e mi pare davvero che nulla sia cambiato in questi trent' anni.
 

 S. Michele Arcangelo era quello che più temevo; è  formato da 6 personaggi che rappresentano: il Santo  con la spada sguainata che scaccia dal cielo gli angeli ribelli, trasformati in demoni, facendoli precipitare nell' inferno,
Lucifero appoggiato ad un trono rovesciato e altri 2 demoni nella bocca dell' inferno.
Vuoi mettere che tale visione, da piccola,  mi facesse rigar dritto minimo per tutte le vacanze estive?

Questo undicesimo Mistero, tanto per dare due numeri, è alto tre metri e 30 e pesa c.a 500 chili, i portatori, 14 in questo caso, prendono posto sotto apposite sbarre, base della scenografia di legno dipinto, e mantengono costantemente il passo scandito dalla banda che esegue per tutta la processione il ritmo del Mosè di Rossini.
 
Applicata alla scenografia ci sono gli Ingegni costituiti da strutture ferrose. La lega usata è particolarmente flessibile e resistente.
 
Poi ci sono i personaggi. Sono sistemati in apposite imbragature imbottite con ovatta e cuoio a mo' di sellini. Pur dando l' impressione di essere molto precarie queste imbragature,  in realtà fanno sì che le figure in alto siano sistemate in massima sicurezza e attuiscono  i colpi delle sollecitazioni che avvengono dal basso.
A leggerlo pare incredibile, eppure ricordo bene queste composizioni viventi  che con una leggera ondulazione venivano portate a spalle per il borgo antico e le vie di Campobasso  sotto il sole di giugno. Invidiavo pure i bimbi che facevano parte della composizione ma col senno di poi e alleggerita spiritualmente, credo di non aver nessun rimorso ad esser stata solo spettatrice di questa magnifica processione.

  
Storicamente, a Campobasso, la festa del Corpus Domini, venne solennemente celebrata  a partire dalla metà del 1700. Già all' epoca si faceva procedere il Santissimo Sacramento da alcuni gruppi viventi, rassomiglianti a quadri plastici e ingegnosamente composti su macchine di ferro battuto. I gruppi erano dodici, successivamente divennero 13 con l' aggiunta della Santa Famiglia.
Lo scultore Paolo Saverio Di Zinno, intorno al 1740 disegno' e fece realizzare la struttura metallica che sosteneva Angeli, Santi e personaggi biblici.

Fonti :
- I Misteri di Campobasso : www
- Sito ufficiale di CB/ Cultura e tradizione : www
- Elenco dei 13 Misteri :www

:: 16/12/2004

Se volete emulare Edgar Lee Masters in un nuovissimo Spoon River, potete andare qui.
L'idea è di HerHeffe; per l'invito a postare basta mandare una mail, tramite posta privata, alla dolcissima Signorina Silvani .

Per restare in tema...
l'immagine a lato, è l'epitaffio più enigmatico trovato in Italia:
l' Aelia Laelia Crispis.
Fu scolpita nel XVI secolo e collocata nel complesso di Casaralta, luogo di delizie e priorato dell'ordine dei Cavalieri Gaudienti Achille Volta.
L'enigmatico testo di lingua latina, fu per secoli oggetto d'interpretazioni varie. Alcuni scrittori la citarono nei loro romanzi, come Walter Scott e Gérard de Nerval. Alcuni affermano che interpretando il testo si possa arrivare al compimento dell’opera, cioè alla pietra filosofale;altri che si possa trattare di un raffinato gioco verbale; gli scettici ritengono che non essendoci un nesso logico possa trattarsi di puro virtuosismo fine a se stesso. Ancora oggi, ricerche e congetture non hanno risolto l'enigma dell'  Aelia Laelia Crispis :

 « Sacro agli dei mani/ Aelia Laelia Crispis/ né uomo, né donna, né androgino/ né bimba, né giovane, né vecchia / né casta, né meretrice,né pudica/ ma tutto questo assieme/ uccisa né dalla fame, né dal ferro, né dal veleno/ ma tutte queste cose assieme/ né in cielo, né nell’ acqua, né in terra/ma ovunque giace/

Lucius Aghato Priscius/ né marito, né amante, né parente/ né triste, né lieto, né piangente/questa/  né mole, né piramide, né sepoltura/ ma tutto questo assieme/ sa e non sa a chi ha dedicato »

:: 13/12/2004

Anni fa, per puro caso, andai in visita al monumentale di Staglieno. Avevo letto della sua fama,ma quello che vidi appena varcato il cancello,superava di gran lunga quello che avevo immaginato.
La malinconia ed il rispetto che pervadono l' animo nell'e ntrare in qualsiasi camposanto, qui sfumava davanti allo spettacolo marmoreo che gli occhi coglievano, avidi e ammirati.

Camminando per vialetti, scale, gallerie e cappelle si possono contemplare sculture di una beltà indicibile; figure marmoree che sprigionano pienamente la drammaticità di ciò che rappresentano e talvolta l'amore ed il dolore che i familiari hanno espresso, per i loro cari dipartiti, attraverso le abili mani dello scultore.
La polvere, spessa e grigia, ricopre angeli e statue funerarie in mistico contatto con la morte ,quella vera e quella raffigurata, senza smorzarne la bellezza. Mi è sempre rimasta la curiosità di conoscere la storia del monumentale di Staglieno e la voglia di tornarci con più calma e tempo.
Oggi riesco a soddisfare il primo desiderio, per il viaggio chissà.

"La progettazione della Necropoli risale al 1835 e fu commissionata all'architetto Carlo Barbino(1768-1865). Egli morì lo stesso anno colpito da un epidemia di colera. Fu un suo allievo e collaboratore, Giovanni Battista Resasco (1798-1871), a sviluppare il progetto che venne approvato cinque anni dopo. Il cimitero fu realizzato in severo stile neoclassico sulla base di uno schema quadripartito, termina in alto con l' imponente cappella dei Suffragi. La struttura fu ufficialmente aperta al pubblico nel 1851, ma completata verso il 1860.


Il progetto di Resasco segnò la fortuna di Staglieno: il cimitero divenne modello nazionale ed internazionale di riferimento. Si fondevano, in un contesto armonioso, il cimitero archittetonico neoclassico, con le sue gallerie di monumenti, e quello naturalistico. La borghesia di fine Ottocento e dei primi decenni del Novecento, scelse di tramandare qui il ricordo dei propri cari, affidando a scultori dell' epoca l'elevarsi di questo giardino di marmo, unico e inquietante.

Successivamente, la crescita della città di Genova, ai tempi principale centro industriale e commerciale del settentrione, impose nuove modifiche di estensione.
Nel 1868, Rosasco, propose un ampliamento a nord-est costituito da un porticato semi-circolare; analoga costruzione simmetrica fu eseguita, solo parzialmente, vent' anni dopo. All' inizio del ventesimo secolo furono completati i lavori di ampliamento nell' area cattolica e nel cimitero degli Inglesi, specificatamente naturalistici.

In epoche diverse furono apportati ampliamenti ai porticati (quello frontale in particolare) e nuove espansioni.
In seguito, (intorno agli anni '20), viene costruito il Porticato Montino, ricco di opere Déco e successivamente il Sacrario ai Caduti della I guerra Mondiale (1935-1936). Inaugurato nel 1955 il porticato Sant' Antonino fu l' ultimo intervento di stampo monumentale apportato al cimitero.

Oggi il cimitero Staglieno comprende un'area di circa 18.000 m² ed include un cimitero inglese, (dove si trova la tomba di Mary Constance Lloyd,moglie di Oscar Wilde), uno protestante ed uno ebraico. Al centro della necropoli c'è la statua della Fede, alta nove metri ad opera dello scultore Santo Varni. Nella collina che sovrasta i porticati ci sono cappelle monumentali in stile Gotico, Bizantino, Neo-Egizio,L iberty, Mesapotanico e Neoclassico. Personaggi illustri e noti qui ospitati sono : Giuseppe Mazzini, Gilberto Govi e Rina Gaioni Govi, Nino Bixio, Fabrizio DeAndrè, Stefano Canzio, Ferruccio Parri."

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ANDREA SAMPIETRO
- ALESSANDRO MARZIO
- MATTEO VARSI
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Sito del Cimitero
- gli Autori delle sculture
- Cartoline antiche di Staglieno