Oggi non dovrei scrivere, neppure ieri e neanche domani.
C'è un fiume di pensieri che qui si allargherebbe a dismisura, nessun foglio saprebbe contenerlo.
Un lago di lettere, consonanti e vocali, rimaste troppo tempo dentro chiedendo di uscire, per cortesia .
Oggi il cielo nuvoloso è dentro i miei polmoni.
Un altro viaggio con copiose lacrime che si fanno strada giù per il viso.
Lei non mi ha mai visto piangere quando il mondo mi crollava adosso pezzo a pezzo. Lei non ha mai saputo quanto soffrivo. Ora piangere, mi vede spesso. E quasi mai mi chiede perchè.
Avrei voglia di baciarti e anche di tirarti un pugno, ma forte. Proprio lì sul naso.
Quando ti sussurro qualcosa che m' appartiene dentro, la tua risposta sgemba mi fa comprendere che non è il caso; ripongo in fretta tutte le parole e le metto nella tasca del cuore, lascio che il peso si accumuli e mi levi il respiro soltanto di notte. Nel buio pesto.
Ho bisogno di tempo per digerire queste e altre cose, prima di aiutare te ad uscire dalle corde vischiose del tuo pensare amaro.
Tu chiedi e aspetti risposte.
Io devo d'imparare a stare zitta perchè tutte le volte che dico quel che penso sbatto il muso su una porta di cemento.
(E devo anche scoprire se da quelle finestre nuove la luna si vede davvero. Dopo, solo dopo posso rimetterti sulla mia pelle.)


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ho visto la luna con l' abito di seta nera

sembrerò del paliolitico, ma finalmente anch'io ho un pc con le casse; ascoltare tutto il giorno, questa radio "